IT. Sono un fotografo specializzato nella restituzione dei fatti della vita privata, pubblica e di impresa.

1983. Vedo la luce nel 1983 nella già a quel tempo noiosa Genova. La mia vita da bimbo è segnata dal sogno mai realizzato di guidare camion e rimorchi che trasportano legnami. Quella da adolescente invece procede pacatamente, tra una lezione di chitarra classica e una di discipline plastiche, fino a quando una gita fuori porta a Carrara, organizzata dal liceo artistico che frequento, non segna il mio destino.
2002. Le prime lezioni di architettura non mi convincono del tutto, ne seguo una, ma con un piede sono già nella fossa dell’accademia di Belle Arti a Carrara, indirizzo marmo. Con le nocche sbucciate a forza di martellate, oltre al laboratorio di marmo e modellato, seguo i corsi di anatomia, incisione, fonderia, formatura e fotografia. Qui inizio a capire che ho bisogno di un’arte più immediata, la scultura in marmo non lo sembra.
2004. Affianco agli studi il lavoro in marmeria, dall’arte funeraria ai lavandini di marmo, dai pavimenti fino ai reintegri di parti mancanti nei restauri importanti. La mia vita da libero professionista ha così inizio. Nel frattempo in accademia ho iniziato a fotografare. Qui arriva la vostra delusione. La mia biografia non contempla: “ho iniziato a fotografare con la macchina fotografica di mio nonno all’età di tre anni”. Mio nonno era un contadino muratore elettricista e gli unici contatti con l’apparecchio foto erano legati alle fototessere. L’altro nonno non amava la fotografia ma i francobolli. In cantina da mio padre trovai una volta una punta e scatta acquistata forse con i punti Esso ed una Polaroid inutilizzabile. É stata trasformata in una bella lampada (vedi shop, lampade prodotte da vecchi apparecchi fotografici).
2007. Con la socia Diana apro lo studio Làbora di piazza dei Truogoli di Santa Brigida, la piazza è la parte malata di un progetto di riqualificazione urbana portato avanti dal Comune di Genova, che ha segnato la mia esistenza ma che non è mai riuscito. Da qui nasce un rapporto con le istituzioni di odio e odio.
Làbora per cinque anni è stato un laboratorio di interazione artistica, tra scultura e fotografia. Rimanendo con il tempo un solo socio dei due iniziali, me e me medesimo, faccio capo alle mie molteplici personalità mettendo a frutto le mie plurime esperienze ed interdisciplinari velleità per ampliare il discorso della fotografia oltre i normali luoghi comuni, che spesso si traducono nel termine, appunto, fotografo. Lo studio diventa un punto se non proprio importante quanto meno interessante della cultura fotografica genovese, un punto di contatto sia con chi vuole ritornare all’analogico e ma soprattutto con chi si interessa di cultura fotografica e non solo di fotografia di tette e gattini. In questi pochi anni attivo uno shop di materiale fotografico analogico low-cost e una camera oscura a basso impatto ecologico ed economico, organizzo una serie infinita di attività, eventi (come il FREEmind) e corsi. In questo stesso periodo conosco l’amico e fotografo Francesco Margaroli, il cui contributo è stato determinante in molti momenti.
2012. Sviluppo ed inauguro il progetto Ölaf The Giant Camera, proprio a cavallo della tanta annunciata fine del mondo.
2013. L’anno che segue, Làbora chiude e cede il posto all’associazione Totem con sede in Via Cairoli e dopo pochi mesi, alla Società Totem Collective Studio S.n.c. con sede in Albaro, costituita dal sottoscritto, da Pierluigi Gori e da Roberto Ghiara.
2014. Rimboccandoci le maniche, risolleviamo gli spazi semidistrutti di viale Garbieri, e il 25 ottobre inauguriamo uno dei pochi luoghi genovesi aperti al pubblico, interamente dedicati alla fotografia. Uno dei punti forti dello studio Totem è la sala posa attrezzata con un limbo su tre assi; uno spazio composto da area foto ritocco, ufficio, camera oscura, shop analogico, giardino e posto auto. Quest’ultimo è il fattore più importante per ogni Genovese medio.
L’attività si amplia ancora di più, il Totem è in grado di fornire tutto ciò che riguarda fotografia e filmografia, spaziando fino alla fornitura di spazi e attrezzature per la fotografia e il video. In questi stessi mesi ci spingiamo fino alla grafica e alla creazione di siti web.
Gestisco la parte più analogica dello studio, dalla vendita del materiale allo sviluppo a mano personalizzato (bianco e nero e colore) di qualsiasi tipo di pellicola. Nello studio mi occupo della parte più creativa, di quella legata agli atelier e ai corsi soprattutto attraverso il progetto Ölaf. Inoltre la mia caratteristica di fotografo di eventi e narratore cristallino della vita privata e collettiva, sta prendendo sempre più forma. Mi occupo altresì dello studio Totem in senso lato, organizzazione della sala posa e ripristino del limbo, oltreché di tutte quelle mansioni da sguattero. Non disdegno la fotografia in studio, anche se non la preferisco. Ai soggetti statici preferisco sempre le situazioni con una narrazione temporale ben precisa, sia questa della vita privata, pubblica o di impresa.
2016. A inizio anno lascio la società avviata nei due anni precedenti, mantenendo tuttavia come base per le attività svolte in Italia, gli spazi dello Studio Totem. Nello stesso periodo la società chiude e i soci aprono rispettive posizioni come freelance. La mia sede si sposta in Francia, nel dipartimento del Pas-de-Calais. Questo mi permette di operare in tutta la regione Hauts de France, coprendo in poco tempo un’area che va dal Belgio fino a Parigi. Il nome passa da Làbora a Ommedilàbora a Ommegraphie.
2017 Dal 1° di giugno sono il papà di Viola Berthe.

FR. Je suis un photographe spécialisé …